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VIGILANZA ALUNNI: La questione dell’uscita autonoma da scuola

Lettera ai genitori del dirigente scolastico

Cari genitori,

è un mio dovere e un mio piacere essere con voi chiaro sulle scelte adottate dalla scuola. Quindi, sollecitato da alcuni genitori, che ringrazio, ritengo opportuno chiarire meglio la questione dell’uscita autonoma.

Innanzitutto voglio ricordare che per la Costituzione italiana (art.30) “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio“. La Scuola, che rappresenta lo Stato, non può né sostituirsi, né giudicare le scelte educative della famiglia. La Scuola, invece, ha il dovere di creare un’alleanza educativa con la Famiglia, ad esempio attraverso il Patto di corresponsabilità.

Detto questo, però, lo Stato stabilisce, sia nei principi che nella pratica, che il minore va tutelato, sempre e comunque! Per questo motivo, come è spiegato molto bene in questo articolo, alla Scuola, nella persona del dirigente scolastico, si chiede, non tanto di giudicare le scelte educative familiari, ma che la procedura nella catena di vigilanza dei minori sia efficace. Ad esempio il dirigente deve controllare che la procedura di delega per il ritiro dei bambini sia corretta, oppure, deve tutelare i diritti di entrambi i genitori e quindi controllare che ci sia la firma di entrambi sul modulo di richiesta. Quindi il dirigente nega il consenso solo per motivazioni oggettive.

Fin qui tutto lineare, però poi, secondo diverse sentenze (ad esempio Cass. 3074/1999; Trib. BO 4.05.2004), l’istituto scolastico, cioè sempre lo scrivente, ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi “per tutto il tempo per cui gli sono affidati e quindi fino al momento del subentro, almeno potenziale, della vigilanza dei genitori”. Capirete facilmente che la frase è quantomeno ambigua. E’ uso comune interpretare questa vigilanza facendosi dichiarare dalla famiglia il percorso scolastico compiuto dagli/lle alunni/e.

Sottolineo, però, che il dirigente non giudica se il percorso è adatto o meno, il dirigente controlla semplicemente che la famiglia ha provveduto al suo dovere educativo, nel concreto a dire al/la figlio/a quale percorso seguire. Nulla di più, nulla di meno. La famiglia dunque è libera di scegliere ma ha il dovere di farlo.

Spero che questo chiarimento serva a instaurare e consolidare un legame stretto tra voi e noi, sempre e comunque nell’intesse dei minori.

Il dirigente scolastico